Un evento in collaborazione con LED Laboratorio di Educazione al Dialogo: i seminari di EQUIM, ispirati al mio libro e al mio progetto di movimento e meditazione. Sarà bello sperimentare e mettersi in gioco insieme!

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AUTORE

Elena Graziadei

CATEGORIA

EQUIM

POSTATO IL

5 gennaio, 2022

SOCIAL

Naturalmente Pilates

EQUIM, Esercizi Quotidiani in Movimento e Meditazione, è un libro ed anche un progetto, che si articola in seminari in presenza e podcast (tracce vocali) per la pratica indipendente. EQUIM nasce come un acronimo, ma non è un caso che etimologicamente la sua radice si richiami al latino aequus, e che ne sposi il significato: conforme a equità, cioè alla giustizia nel suo più ampio significato morale.

I seminari

I seminari EQUIM si articoleranno in una serie di cinque incontri, finalizzati a movimento e meditazione, per confluire in momenti di risonanze e condivisione delle emozioni emerse. Si tratterà di una ricerca su sé stessi, assieme ad altri che fanno la stessa ricerca su loro stessi, senza alcun scopo efficientistico, in un clima sereno e disteso, al fine di sviluppare una consapevolezza corporale intimamente correlata alle realtà̀ affettive, intellettuali e spirituali, in vista di una migliore integrazione di tutta la persona.

Sarà l’occasione per un viaggio nella vita di ciascuno ed insieme agli altri: un viaggio nel movimento, sulle strade della meditazione e dentro noi stessialla ricerca di un equilibrio dinamico fra corpo e mente, fra ragione e cuore. Un cammino verso la liberazione, quasi un’ispirazione ed espirazione che diventano abbandono, un donare una “fascia” protettiva e affettuosa alla nostra persona e alla nostra vita, un estendersi e salire in leggerezza in un percorso che dal molteplice ci accompagni al riconoscimento della nostra unicità e unità.

Si avrà quindi l’opportunità di scoprireuna nuova visione di movimento (ispirata a Contrology – Pilates, allo Yoga – Iyengar, e all’Integrazione Strutturale – Rolf) e di relazione con il corpo per il risveglio delle energie della mente e per la sublimazione dello spirito attraverso la meditazione. Passo a passo si introdurranno sequenze di movimenti finalizzate a rilasciare tensioni e vivificare i centri di energia del corpo, per prepararlo ad essere calmo nell’accogliere la meditazione. Osserveremo nel silenzio cosa accade: la respirazione, le resistenze, l’affacciarsi alla coscienza dei pensieri, delle emozioni, delle sensazioni, ed il loro dissolversi. Osserveremo i punti di appoggio e le linee di fuga, seguendo la corrente senza lasciarci travolgere.

I seminari avranno la durata di tre ore, con una parte dedicata al movimento, una alla meditazione e una alla condivisione delle risonanze suscitate. Ogni seminario sarà dedicato idealmente ad una zona del nostro corpo (in corrispondenza ai centri energetici, chakra) e ad un sentimento (paura, fragilità, rabbia, tristezza, perdono). Attraverso la proposta di parole evocatrici si condivideranno le risonanze.

Gli incontri sono aperti a tutti ed in particolare a coloro che partecipano alla vita di VillaS.Ignazio e potrebbero restituire quanto sperimentato nel proprio contesto formativo, educativo e di volontariato.

Infatti il libro EQUIM, Esercizi Quotidiani in Movimento e Meditazione, offrel’accesso a tracce vocali (Podcast) di movimenti semplici (ed eventualmente via via più ricercati) e meditazioni, che ciascuno può eseguire a casa da solo o insieme ad altri in un luogo comune. Movimenti ed anche meditazioni che sono stati ispirati da un percorso concettuale complesso, ma possono essere eseguiti con chiarezza e facilità e praticati da soli o insieme, liberamente e democraticamente, in casa o in piccoli gruppi o comunità.

Rotoli di cirmolo e forza di gravità

Nell’esecuzione delle sequenze di movimento e di alcune proposte di variazione nella pratica della meditazione, si possono usare dei rotoli particolari. All’interno del libro è illustrata la proposta dell’autrice, i cosiddetti rotoli EQUIM, fatti realizzare artigianalmente in Trentino con dettagli specifici: naturali, ecosostenibili e realizzati a mano. Tuttavia è possibile usarne altri simili, che magari si hanno già a casa (possibilmente di materiale naturale, ma soprattutto destrutturati al loro interno).

I movimenti eseguiti o le posizioni mantenute sui rotoli si avvalgono della sinergia di molte forze in diverse direzioni, in una dimensione spazio-temporale. La forza di gravità che tiene il nostro corpo radicato verso terra interagisce in esso attraverso la struttura multiforme dei trucioli di cirmolo contenuti nei rotoli, che sono espressione temporanea della forza di opposizione proveniente dalla terra stessa. Questa azione profonda e diffusa vede due formazioni di apparente irregolarità strutturale e quasi caotica, come appunto la fascia e i trucioli di cirmolo, interagire per il riequilibrio in corrispondenza di differenti organi e centri energetici, offrendo quindi un’azione più complessa e profonda con benefici molteplici, sperimentati e sperimentabili di volta in volta.

Movimento e respirazione

Ogni sequenza di movimento inizia con l’attenzione a questo primo momento, all’inspirare attraverso il naso ed espirare attraverso la bocca, e così anche finisce ogni lezione, lasciando però in qualche modo il corpo e la mente pervasi da uno spirito più quieto e sereno.

Il principio fondamentale nelle pratiche di movimento è la relazione che esiste naturalmente fra respiro e movimento. Imparare a muoversi, vuol dire anche imparare ad associare ad ogni movimento la migliore respirazione.

Provate ad inspirare ed espirare mentre leggete le prossime frasi e visualizzate quello che state facendo. Inspirate attraverso il naso ed espirate attraverso la bocca.

Quando inspirate, il diaframma, quell’elemento che separa gli organi contenuti nella cassa toracica da quelli contenuti nell’addome, si contrae e spinge verso il basso, facilitando l’espansione della cassa toracica e dei tessuti polmonari. Ne risulta una dilatazione dello spazio interno ai polmoni, un vuoto che si riempirà velocemente di aria.

Quando il diaframma si rilassa, l’aria fuoriesce e l’attivazione degli addominali contribuisce ad espellere quanta più aria possibile, per garantire un migliore ricambio di ossigeno. L’inspirazione attraverso il naso stimola la contrazione del diaframma, e di conseguenza il coinvolgimento anche della parte inferiore dei polmoni, densi di capillari e piccoli vasi sanguigni, favorendo al meglio lo scambio di ossigeno e anidride carbonica.

Solitamente, si raccomanda di espirare in tutte le posizioni in cui ci flettiamo in una certa direzione ed inspirare quando invertiamo quella direzione.

Ora proviamo insieme ad associare la respirazione a semplici movimenti. Siamo in piedi, leggermente distanziati, le ginocchia morbide, le braccia appoggiate lungo il corpo.

Espiriamo nella flessione (in avanti), inspiriamo nell’estensione (all’indietro). Inspiriamo al centro per prepararci, espiriamo quando ci chiniamo di lato (flessione laterale). Inspiriamo al centro per prepararci, espiriamo quando ruotiamo intorno al nostro asse centrale (torsione). Inspiriamo quando solleviamo le braccia al di sopra della testa, espiriamo quando le abbassiamo. Inspiriamo quando ci solleviamo sulla punta dei piedi, espiriamo quando appoggiamo di nuovo i talloni.

Provate ad invertire il ritmo della respirazione e del movimento: non risulta più difficile, meno fluido?

Ora ripetete più volte cercando di abbandonarvi al vostro respiro ed osserverete che il ritmo creato dalla respirazione darà anche ritmo al movimento. Se invece staremo fermi, mantenendo una posizione (asana), il ritmo creato dalla respirazione darà ritmo al movimento interno del nostro corpo. E se assoceremo a questo momento la meditazione, il ritmo del respiro diventerà l’accompagnamento del nostro pensiero o non pensiero.

Imparare a respirare bene vuol dire imparare a muoversi bene. È come l’invenzione della ruota: quanto più la ruota scivola nella sua perfezione circolare, tanto più arriverà lontana!

Allineamento posturale e linea mediana

Nella nostra vita quotidiana, e in ogni attività di movimento è importante rispettare le curve naturali della colonna vertebrale. Le 24 vertebre del rachide si sovrappongono una all’altra come piccoli pezzi di un lego immaginario. La loro conformazione reale e le relazioni fra le parti fanno descrivere alla colonna vertebrale tre curve naturali, indispensabili alla stazione eretta. Le due curve convesse (in avanti) sono dette lordosi e sono naturalmente presenti nella zona cervicale e lombare. La terza curva concava (all’indietro) è detta cifosi ed è presente nella parte alta della schiena, a livello toracico.

In realtà, è importante non dimenticare la cifosi sacrococcigea: 5 vertebre sacrali, tre delle quali connesse con il cinto pelvico, che costituiscono il cosiddetto osso sacro; e un piccolo coccige costituito da 3-5 vertebre caudali, corrispondente in altri mammiferi ad una vera e propria coda con vertebre separate. La lordosi lombare e la cifosi sacrococcigea, non presenti ad esempio nelle scimmie, compaiono nell’uomo solo dopo la nascita con l’instaurarsi della stazione eretta.

Tali curve diventano problematiche quando sono molto accentuate e hanno perso elasticità, tanto da aver sviluppato fastidiose e costanti tensioni muscolari e aderenze nella fascia che le circonda. In questo caso diventano disfunzionali e possono causare dolori occasionali o portare ad eventi tramatici come ernie discali o altre patologie della colonna vertebrale.

Al fine di mantenere questo delicato equilibrio posturale, che ci consente di muoverci e quindi vivere senza dolori, è indispensabile aver cura di difendere e sviluppare in modo armonico quel corsetto naturale che avvolge tutti in nostri organi interni più importanti e sostiene al contempo il rachide.

Il corsetto naturale a cui faccio riferimento può essere considerato il vero e proprio nucleo centrale del corpo, che amo definire semplicemente il nostro Centro. È molto di più dei muscoli addominali che lo compongono (e di cui parleremo in dettaglio a breve), così come più degli organi che contiene. È quell’area definita verticalmente dalla parte inferiore dello sterno e dalla parte superiore del pube e lateralmente dal bordo inferiore della cassa toracica e dalle creste iliache anteriori. È un’area fisica, ma anche un campo energetico di profonde connessioni con le nostre emozioni e le percezioni interocettive. Nella tradizione medica giapponese, nello Zen e in molte forme delle arti marziali quest’area viene chiamata Hara.

Il Centro è anche un luogo specifico e fondamentale della nostra linea mediana, trova corrispondenza posteriormente in quel punto della colonna vertebrale, da cui si dipartono due vettori di forza in direzione opposta: verso i piedi, attirati dalla forza di gravità, e verso la corona della testa, aprendoci vero il cielo.

Si pensi e visualizzi un albero, che cresce in due direzioni opposte, le radici affondano nella terra, come i piedi mantengono il contatto con essa grazie alla forza di gravità, mentre il tronco e i rami si espandono verso il cielo, vivendo nello spazio che lo circonda. E’questa bellissima sensazione di crescita espansione e leggerezza, che potremo provare ogni qualvolta respiriamo, se il nostro corpo sarà libero di tensioni ed armonicamente organizzato per consentirci di vivere sulla Terra.

Meditazione

La meditazione è essenzialmente un modo per arrivare alla liberazione dello spirito. Vi sono metodi diversi per attenuare i legami con il mondo fisico, e permettere all’individuo di ascendere ad uno stato di pace interiore prima e talvolta al reame trascendentale e spirituale poi, per giungere all’illuminazione.

Uno dei più diffusi metodi di meditazione contemporanei è quello basato sul “mantra”, una parola o frase che viene ripetuta più e più volte in un determinato periodo di tempo. Questo tipo di meditazione basato sul mantra è un tipico esempio di meditazione strutturata e diretta verso l’esterno, poiché ci si concentra su una parola o frase, piuttosto che su pensieri spontanei della mente. Si definisce strutturata perché basata su una pratica specifica, ripetuta per una durata di tempo predeterminata. Un altro tipo di meditazione strutturata direzionata all’esterno è la contemplazione, dove ci si concentra su un oggetto, o su un mandala, immagini sacre o lettere, o addirittura un’immagine mentale, cercando di liberare la mente da ogni altro pensiero.

 

L’altro fondamentale tipo di meditazione è quello diretto verso l’interno. Si tratta di meditare su pensieri, sensazioni, emozioni o immagini mentali che insorgono in modo spontaneo nella mente, molto spesso scegliendo un argomento o un’area di interesse o a seguito della lettura di brani sacri. Molto spesso si tratta di un dialogo con Dio o una sorta di preghiera spontanea. Si può definire un tipo di meditazione non strutturato.

 

Vi è infine un terzo tipo di meditazione: non diretta né esternamente né internamente. La mente insegue uno stato di quiete e immobilità, ritirandosi ed astenendosi da qualsiasi forma di percezione, sia interna che esterna. Forse è questa la forma che si avvicina di più alle esperienze ascetiche e alla tradizione orientale.

 

Tuttavia la meditazione può essere pensata e catalogata anche in base alle vie seguite: l’intelletto, le emozioni e il corpo.

Nel primo caso, la via può essere quella di contemplare la struttura dell’Universo o entrare nel mistero di Dio, oppure dedicarsi alla lettura di testi sacri o opere di devozione, soffermandosi in situazioni o concetti o idee, lì incontrati.

La via emozionale parte solitamente da un mantra o preghiera, per allontanarsi sempre più dagli aspetti fisici della realtà, per concentrarsi spesso sul cuore e sulle emozioni legate alla compassione e all’amore. Molto spesso si associa la musica e l’ascolto di suoni.

La terza via è quella del corpo: sia nei suoi movimenti che nella respirazione, nelle posizioni e nelle tecniche di inspirazione ed espirazione. Si pensi allo yoga, alle danze mistiche, al sufismo.

La meditazione proposta nei seminari EQUIM è un percorso semplice, che si può fare da soli o in piccoli gruppi o comunità. Aiuta a liberare la mente, a nutrire lo spirito, a rilassare il corpo e a dare quiete. Si può praticare assumendo diverse posizioni con il corpo e posizionando i rotoli in modi diversi, ma anche scegliendo di stare immobili, seduti a gambe incrociate o su un panchetto o accovacciati. Tuttavia la perfetta immobilità richiede pazienza, perseveranza e non sempre è consigliabile. Non dobbiamo espiare la nostra corporalità ma viverla gioiosamente, per sentirci Uno, anche con il nostro corpo.

Durante la meditazione saliremo dalle nostre radici verso l’alto, fino alla corona che si apre verso il cielo, un vero e proprio percorso dai piedi alla testa. Verranno suggerite delle parole ed associazioni ispirate alla preghiera del Padre Nostro (così cara alla tradizione cristiana), alle Sephirot (le 10 emanazioni o modalità di Dio della tradizione cabalistica ed ebraica), ai Chakra (i 7 centri vitali ove avviene l’incontro con il divino), ai colori, agli elementi e ai sensi.

Ciascuno potrà perdersi in quell’immagine mentale che più si avvicina alla sua sensibilità o provare nuove emozioni sperimentando sensazioni, idee e suggestioni prima non conosciute.

Al termine della meditazione riprendete la respirazione con consapevolezza, sciogliete il corpo con movimenti dolci e lenti, camminate nel luogo dove vi trovate e se possibile dedicatevi a qualcosa di piacevole.

Potete trovare maggiori informazioni sul libro e sul metodo, visitando il sito (naturalmentepilates.it) oppure digitando direttamente naturalmentepilates.it/equim oppure naturalmentepilates.it/podcast. Per i seminari consultate la pagina del LED led-laboratorioeducazionedialogo.it